Anche volendo...
Mi dicono che ho una tendenza innata alla manipolazione della relatà attraverso il linguaggio. Lo dice A., per la precisione. Rispondo che non ci vedo niente di strano: nessuna cosa sia dove la parola manca, disse il poeta. Mi contestano che "paraculo" è, con buona approssimazione, una definizione che mi i(n)scrive in una circonferenza ideale. Ribatto che non può esserci vizio dove non c'è dolo, ma non mi comprendono. Ho (ancora???) sbagliato registro.
Hai letto la "Fenomeologia delle forme simboliche"? Dovresti. Cassirer era uno psicomante molto potente, e mi ha insegnato molto più di quanto io sia riuscito a imparare.
La verità, giovane jedi, è che la verità è relativa al contesto. Ma anche no.
Battaglia, quest'oggi, per il vile denaro: battibecco con Mamma Rai che mi valuta qualche centinaio d'euro in meno di ciò che valgo per la stagione invernale... pessimismo, fastidio e un terzo continente a scelta.
Sarei dovuto nascere (la scelta dell'ausiliare in questo caso è libera) in una di quelle epoche in cui parlare di soldi, per un gentiluomo, era sconveniente. Il milleottocento. O il centodopocristo. O forse un po' prima di te.
Non sono pronto ad essere insieme quello che voglio(no) e quello che serve, ma lo farò: abbi fiducia e Martini sempre in fresco. Bianco.
Mi leggo e mi conosco più ermetico di ieri, io che professo il carico indiscusso del parlante a scapito di uno sforzo ricettivo. Contrappasso? Non credo, solo un bloodymary più del necessario.
Fra poche ore si va in diretta con un copione troppo preciso per essere rispettato, e anche questo è un errore che devo prepararmi a pagare.
Note positive? Buone nuove in arrivo ma non ne posso parlare liberamente, la conversazione con M. di oggi è stata illuminante: meglio l'uovo della stramaledetta gallina.
Tirando le somme: sono estremamente lieto di essere di nuovo fra voi.
Ah... quasi dimenticavo: ciao Alga, ben ritrovata. Leggerti è un piacere anche per me. Davvero.
soundtrack: niente da capire, francesco de gregori






