chirubaneisupermercati...
Utente: robertpaulson
"We are the middle children of history, raised by television to believe that someday we'll be millionaires and movie stars and rock stars, but we won't. And we're just learning this fact. So don't fuck with us". Fight Club, C. Palahniuk, 1996

hic et nunc...

"...tu cosa credi, bello, di sapere veramente qual è il prezzo e il nome, il nome e il prezzo che ti stanno dando?"
le ultime parole famose...
kategoreo...
guardarsi alle spalle...
oggi
--- 2008 ---
--- 2006 ---
ne ho viste io di cose...
per colazione...
sto ancora pensando a...
interlocutori...
Algaspirulina. Qualunque cosa sia, da leggere è divertente!
Estate indiana. Certe cose non cambiano mai.
Il Cerchio dell'Oracolo. Ci vado se ho voglia di pace.
CronacheSorprese. Ecco un po' di buone domande.
LeggimiTutta. Dalla Spagna politicaMente internazionale.
Personalitàconfusa. Dove tutto diventa chiaro.
Scacchi e tarocchi è tornato.
knock knock, Neo...

Sei un blogger deluso, convinto che dietro a tutto quello che vedi esista un codice nascosto, che percepisci ma non puoi capire? Qualcosa del tipo "html"? Vuoi rendere i tuoi post ombreggiati, trasparenti, semitraslucidi, opachi, sinistri, luminosi, pregni? Vuoi imparare a mettere nel tuo blog pulsanti che, al passaggio del mouse, fanno esplodere la macchina del vicino di casa di un tuo collega antipatico? Segui pannasmontata, e scoprirai quant'è profonda la tana del bianconiglio...
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disclaimer...
A qualcuno con una mente particolarmente contorta potrebbe venire in mente di equiparare il mio diario di bordo a una testata giornalistica: e' gia' successo ad altri. Per evitare ogni equivoco sottolineo che questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità; non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. E poi, l'avete mai aperto un giornale? Vi pare che questo gli somigli? In piu', tremila euro per pagare la multa non ce li ho, quindi un procedimento sarebbe fatica sprecata.
lunedì, 07 luglio 2008

Ti avevo promesso almeno quattro frasi. Ho paura che saranno di più, se non ti dispiace.
Il libro è bello, non c'è che dire. Ma questo lo sapevi già, per due motivi: intanto te l'ha detto gente pagata per decidere se un libro è bello, gente che così si guadagna il pane. Poi, tu sai scrivere, e chi sa scrivere in genere sa anche leggere... ergo ci sei arrivata da sola al fatto che avevi scritto un bel libro. Un bel romanzo (ci tieni, e fai bene). Fossi stato in te, in un momento di espansione incontrollata ed estatica dell'ego scrivente, avrei tolto anche il disclaimer: non serve il paracadute a uno scrittore. Di romanzi.
Comunque, non ho riesumato un blog che dormiva da anni per dirti cose che già sai.
Già, e allora perché?
Perché ho fatto un bel viaggio. Perché quando sono tornato ero diverso da quando sono partito, ed era carino che te lo dicessi, visto che tu sei stata così gentile da disegnarmi il frontespizio. E poi ti ricordavi di mio padre. Abruzzese. Per la cronaca, mia madre è molisana.
In questo viaggio che ho fatto col tuo libro sulle ginocchia (e sopra il lavandino, sotto il cuscino, tra il muro e il comodino e nel bauletto del motorino – due delle quattro collocazioni sono falsi diminutivi, scoprili e mandami un sms per vincere la suoneria di “fammi mettere i denti davanti” cantata da Natalia Aspesi) ho riconosciuto un sacco di gente che non vedevo da anni, secoli. C'era mia nonna, pace all'anima sua, che sapeva a memoria le massime e le minime di tutta la penisola e non faceva che ripetere “speriamo che Gesù mi si porta presto”; c'era mia madre, mio fratello, la mia fidanzata di quando avevo la metà dei miei anni e potevo ancora legare i capelli; c'era la mia eko da falò, che con gli anni è diventata una yamaha, e in spiaggia non la puoi portare più. C'eri tu che mi sembrava di conoscerti da una vita, e quando divento amico di un libro così presto vuol dire che è ben fatto o che mi sono rincoglionito. E non mi sono rincoglionito. E c'era un sacco di musica e rumore, e non è vero che il crescendo vira in nero, neanche un po'. O almeno, l'autrice sei tu, quindi se dici che è nivuro è nivuro, però a me sembrava respirare di pagina in pagina sempre di più, colorarsi, e il finale è di un aperto che in confronto villa borghese è un carcere di massima sicurezza. E non ho pianto durante le due pagine di catarsi del burrone (questo forse non dovevo dirlo, ma è la verità e mi pare anche una buona notizia), ho solo respirato molto, molto forte. Catarsi, già.
Beh, non c'è molto da aggiungere, a parte tutta quella roba che ho pensato e dimenticato mentre leggevo. Solo un'immagine... perché in realtà se non ti avessi promesso di superare le quattro proposizioni avrei sintetizzato la mia indegna recensione in tre rasi, e direi che sul finale è giusto che te le ciucci:
Bohemian Rhapsody in una cover dei Cure.
E' a questo che somiglia. E mi piace.

postato da: robertpaulson alle ore 23:13 | Link | commenti (1)
categoria:libri, frammenti
lunedì, 07 luglio 2008
"Non è morto ciò che in eterno può attendere", ha scritto a Providence (Rhode Island) un tizio che amava stare per i fatti suoi. Ed ecco che questo blog, dopo due anni tondi di letargo, ricomincia a respirare.
Il motivo è semplice quanto solenne: ho fatto una promessa. Ho promesso a una nuova amica che avrei recensito un determinato libro, e lo farò. Non appena avrò finito di leggerlo.
Impegnativo, dici? No, anzi... breve, leggero, elegante, divertente... è solo che ho poco  tempo libero. Non faccio che lavorare, ultimamente (lei lo sa, per preparare venti minuti di diretta l'avrò chiamata al telefono almeno cinque volte) e leggere è un lusso che non mi posso permettere.
Eppure...
Dieci minuti in bagno.
Mezz'ora stasera prima di uscire.
Due pagine domattina mentre il cane fa quello che deve (sì, nel frattempo ho preso un cane. Si chiama Janisjoplin...  sì, tutto attaccato).
Ed ecco che il libro, in un modo o nell'altro, lo finirò.
Strane notizie, dunque:
sono tornato.
Stay tuned!
postato da: robertpaulson alle ore 00:36 | Link | commenti
categoria:libri, frammenti
giovedì, 24 agosto 2006

Anche volendo...
Mi dicono che ho una tendenza innata alla manipolazione della relatà attraverso il linguaggio. Lo dice A., per la precisione. Rispondo che non ci vedo niente di strano: nessuna cosa sia dove la parola manca, disse il poeta. Mi contestano che "paraculo" è, con buona approssimazione, una definizione che mi i(n)scrive in una circonferenza ideale. Ribatto che non può esserci vizio dove non c'è dolo, ma non mi comprendono. Ho (ancora???) sbagliato registro.
Hai letto la "Fenomeologia delle forme simboliche"? Dovresti. Cassirer era uno psicomante molto potente, e mi ha insegnato molto più di quanto io sia riuscito a imparare.
La verità, giovane jedi, è che la verità è relativa al contesto. Ma anche no.
Battaglia, quest'oggi, per il vile denaro: battibecco con Mamma Rai che mi valuta qualche centinaio d'euro in meno di ciò che valgo per la stagione invernale... pessimismo, fastidio e un terzo continente a scelta.
Sarei dovuto nascere (la scelta dell'ausiliare in questo caso è libera) in una di quelle epoche in cui parlare di soldi, per un gentiluomo, era sconveniente. Il milleottocento. O il centodopocristo. O forse un po' prima di te.
Non sono pronto ad essere insieme quello che voglio(no) e quello che serve, ma lo farò: abbi fiducia e Martini sempre in fresco. Bianco.
Mi leggo e mi conosco più ermetico di ieri, io che professo il carico indiscusso del parlante a scapito di uno sforzo ricettivo. Contrappasso? Non credo, solo un bloodymary più del necessario.
Fra poche ore si va in diretta con un copione troppo preciso per essere rispettato, e anche questo è un errore che devo prepararmi a pagare.
Note positive? Buone nuove in arrivo ma non ne posso parlare liberamente, la conversazione con M. di oggi è stata illuminante: meglio l'uovo della stramaledetta gallina.
Tirando le somme: sono estremamente lieto di essere di nuovo fra voi.
Ah... quasi dimenticavo: ciao Alga, ben ritrovata. Leggerti è un piacere anche per me. Davvero.

soundtrack: niente da capire, francesco de gregori

postato da: robertpaulson alle ore 23:22 | Link | commenti (5)
categoria:frammenti
mercoledì, 23 agosto 2006

Dietro un miraggio c'è sempre un miraggio da considerare, come del resto alla fine di un viaggio c'è sempre un viaggio da ricominciare...
E così rieccomi, di nuovo operativo. Un bilancio delle ferie? Non ora e non qui, ci saranno altre notti per parlare di ricordi, questa volta scrivo per battere i quarti al tempo che passa: ho una lavatrice che va e non vuole saperne di accennare a fermarsi, opponendosi di fatto alla mia conquista del sonno del giusto. E così rifletto sui miei tasti neri mentre loro, (più) lucidi, riflettono me.
Roma è vuota della gente che amo: M. è a Milano a farcire il nostro matrimonio venturo degli ultimi particolari, i miei amici sono tutti ancora in vacanza (ma sono l'unico che se fa due settimane è oro colato???) e i miei genitori non torneranno in città finché il termometro non scenderà sotto la terza decina. Mi dico che un po' di solitudine è quello che mi ci vuole (mi è sempre piaciuto stare solo) ma la realtà è che ora come ora non ne ho alcuna voglia. Vorrei parlare e parlare e parlare e questa carestia di interlocutori mi raggela. Niente di grave, comunque, venerdì dovrò in ogni caso ripart... sshhh! Ho avvertito un tremito nella forza: credo che la lavatrice abbia finito di soffrire... torno subito...

...

Fatto. Stendere i panni è una delle tre cose che avrei fatto meno volentieri stasera.
Dicevo: partirò venerdì per Milano per raggiungere M. e assistere in diretta al secondo (e ultimo prima del Grande Giorno, quindi valevole per il Titolo...) incontro tra i miei e i suoi genitori. E ci sarà da divertirsi.
Scappo a schiantare sul letto, domani magari scrivo qualcosa di sensato. Almeno ci provo.

soundtrack: under the bridge, red hot chili peppers

postato da: robertpaulson alle ore 00:05 | Link | commenti (1)
categoria:
venerdì, 04 agosto 2006

IO> Salve, vorremmo andare a Tropea in questo finesettimana, che possibilità ci sono?
AGENTE VIAGGI> Nessuna
LEI> Sta scherzando!?
AGENTE VIAGGI> Lei che dice?
IO> Uhm... espresso notturno?
AGENTE VIAGGI> Pieno anche quello sia stanotte che domani
IO> Aereo per Lamezia?
AGENTE VIAGGI> Non credo proprio, ma dovrebbe chiedere al collega...
COLLEGA> Lasci perdere, glielo dico subito
LEI> Ci sono! Andiamo in macchina
IO e AGENTE VIAGGI> ah ah ah!
LEI> ...
IO> Ah, non era una battuta?
LEI> ...
IO> Volevi attraversare in automobile la Salerno-Reggio Calabria di sabato 5 agosto?
AGENTE VIAGGI> Signorina, vuole dell'acqua e zucchero? Si sente bene? Sa, il caldo, a volte...
LEI> Ok, ok, scherzavo!
IO e AGENTE VIAGGI> Aaaah...!
IO> Ma è tutto pienopienopieno? Neanche una prima classe che in realtà è un vagone merci e ci mette quattordici ore e non c'è l'aria condizionata e ci sono le signore coi bambini e la frittata di maccheroni e i piedi sul mio sedile e il cellulare che suona giggidalessio?
AGENTE VIAGGI> Prima classe? Potevate dirlo subito... vediamo cosa c'è... mi pare qualcosa domani...
IO> O tempora, o mores!
AGENTE VIAGGI> Come scusi?
IO> Niente, chiedevo se c'era posto vicino al finestrino...

E così finalmente parto. Fra meno di tre ore sarò in viaggio verso l'agognata Calabrifornia e ogni chilometro divorato dal mostro d'acciaio sarà un chilometro in più che mi separa da mamma RAI!
Vediamo, quand'è stata l'ultima volta che sono andato in vacanza? Ah, già, quella volta che sono dovuto tornare prima perché era scoppiata la seconda guerra punica...
Beh, speriamo bene, ho una valanga di aspettative da queste due settimane. Aggiornerò il blog e saprete.
Hasta luego!

soundtrack: viaggi e miraggi, francesco de gregori

postato da: robertpaulson alle ore 10:25 | Link | commenti
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martedì, 01 agosto 2006

Olmert si prepara a scaricare quindicimila riservisti sul fronte settentrionale, Fidel Castro ha un collasso intestinale che per Valenciaga è stress e per Bush un tumore, e neanch'io mi sento troppo bene...
La notizia del giorno è che stamattina ho fatto la promessa di matrimonio in circoscrizione. Alle 9.00. Alle 9.25 ero già in studio a registrare la puntata dell'11 agosto.
Non l'avevo immaginata così (la promessa, non la puntata), mi aspettavo qualcosa di più solenne e meno burocratico, ma mi dicono gli esperti che il vero rock and roll sarà in chiesa il 28 settembre e io attendo fiducioso: in verità fino ad ora l'organizzazione del mio matrimonio somiglia parecchio ai preparativi per il lancio della collezione autunno-inverno della Oviesse... documenti, permessi, fabbisogno di scena, figuranti, scenografie e costumi ( a proposito, qualcuno mi ricordi di risolvere il problema gemelli per camicia...); ritengo verosimilmente che a breve sarò raggiunto e pervaso da mistico furore, dettato dalla consapevolezza dell'importanza del momento e bla, bla, bla, ma per adesso è prevalentemente un gran casino.
La prossima volta che decido di sposarmi in chiesa gradirei che qualcuno dei miei amici più stretti mi ricordasse che è da quando ho compiuto il quattordicesimo anno che sono marxista. Grazie.

PS Ho deciso di introdurre in calce ai post la voce soundtrack, mutuata da blog migliori del mio. Da adesso:

soundtrack: englishman in new york, sting

postato da: robertpaulson alle ore 22:41 | Link | commenti (1)
categoria:
sabato, 29 luglio 2006

Pochi click fa leggevo questo su cronachesorprese:

Ho appena appreso dal tigiùno che Alda Merini è "la più grande poetessa italiana". Non si finisce mai di imparare. Qualcuno da qualche parte stabilisce che in Italia ci sono un poeta e una poetessa (sapete, questione di categorie, come nell'atletica: non possono correre insieme) più grandi degli altri. Un po' come per lo scudetto dell'Inter di quest'anno.
E i telegiornali, per dovere di cronaca, non fanno altro che riportare. Grazie, grazie.

Mi è tornata in mente una intervista telefonica che feci alla Merini circa un anno fa... mi lasciò sconvolto...
Non per le condizioni in cui si trovava, intendiamoci: preparavo tutta una roba sulla follia e venivo da decine di ore di vecchi filmati in bianco e nero di Rulli e Petraglia, non fu la sua difficoltà a controllare l'alienazione a turbarmi. Fu quello che diceva.

Aveva una famiglia al piano di sopra dell'appartamento; una famiglia, da quello che ho potuto capire, composta da genitori e due bambini mediopiccoli. Lei, Alda, era convinta che qualcuno avesse piazzato la famiglia in quel palazzo per impedirle - col rumore continuo che producevano - di lavorare e assassinare in questo modo l'Arte. E fin qui, parlava l'alienazione.

Poi però mi ha spiegato che uccidendo lei, l'unica Artista ancora vivente, si uccideva l'Italia e che quindi questi signori commettevano un crimine ancora più grave, contro la Nazione.
Mentre parlava mi venivano alla mente i versi de "Il cuoco di Salò", le atmosfere di un'epoca cancellata... mi sembrava di intervistare D'Annunzio appena sceso dal suo aeroplano che saluta una folla impazzita. 
Lei non appartiene a quei giorni e gli orrori di quei tempi non la riguardano neanche da lontano, eppure ne porta con sé i fasti, tradotti nell'eredità della poesia. Per questo rispetto la Donna e il Poeta.

Ha ragione cronachesorprese a disprezzare le classifiche, lasciamole pure a chi ha bisogno di consigli per gli acquisti. Però mi piaceva tirar fuori la Merini dalla mischia e raccontarla come l'ho vista io.

Detto questo, non mi piace la sua poesia, non mi è mai piaciuta, la trovo ripetitiva e poco interessante; ma può darsi benissimo che a non capire sia io, nato troppo tardi per apprezzare un tramonto e troppo presto per ignorarlo del tutto.

postato da: robertpaulson alle ore 15:34 | Link | commenti (4)
categoria:frammenti, navigando
sabato, 29 luglio 2006

Esco da una settimana a dir poco infernale; provo a trarne un bilancio e scopro che è positivo, ma quant'è costato!

- Ho un contratto per la stagione invernale. Questo è indiscutibilmente buono.

- Ho visto uno dei migliori concerti di De Gregori dal '92 ad oggi.

- Avrò solo tre giorni di stop, a settembre, per sposarmi. Questo non è bene, ma è così.

- La persona per cui lavoravo lo scorso inverno non è nell'organico della nuova redazione. Mi dispiace.

- Ho i confetti per riempire le bomboniere.

- La puntata di martedì è praticamente pronta.

- Una volta registrato martedì, sarò in vacanza fino a dopo ferragosto.

Ora dovrei chiudere due interviste ma non ne ho alcuna voglia... ho sonno. Credo che dormirò ancora e poi si vedrà, in fondo è un maledetto sabato.

Perché più si avvicina la tanto attesa vacanza più diventa difficile lavorare? Non dovrebbe essere il contrario?

Ragazzi, che fatica!

postato da: robertpaulson alle ore 11:34 | Link | commenti (3)
categoria:frammenti
sabato, 29 luglio 2006
postato da: robertpaulson alle ore 11:33 | Link | commenti
categoria:
giovedì, 20 luglio 2006
E' tardi.
Per cosa?
Non lo so, ma non ho tempo.
Torniamo a casa, allora.
Non c'è un posto dove tornare, solo posti dove andare.
D'accordo. Andiamoci insieme.
Ho soltanto una camicia.
Basterà.
postato da: robertpaulson alle ore 23:40 | Link | commenti (3)
categoria:frammenti